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I locali di via Valverde scatenano una querele tra sindaco e commissario dell'ex provincia

ENNA L’ex Magistrale pomo della discordia

Scontro istituzionale particolarmente acceso tra il commissario straordinario del Libero consorzio comunale di Enna, Girolamo Di Fazio, e il sindaco Maurizio Dipietro. Pomo della discordia, la mancata restituzione dell’edificio scolastico di Valverde di proprietà del Comune, concesso nell’aprile del 1999 in via convenzionale e del tutto gratuita alla Provincia di Enna per essere occupato dall’Istituto Magistrale. Edificio che però, nel dicembre del 2016, è stato lasciato libero per trasferimento dell’ex istituto a Enna bassa. Da quel momento inizia un lunga diatriba, tanto da costringere il Comune, in forza dell’ordinanza n. 2 del 19/04/2022 dell’Area 2 – Tecnica, ad impossessarsene coattivamente. Insomma, uno scontro tra i due enti, sfociato nelle aule del tribunale, che però “man mano”, come sostiene il commissario straordinario dell’ex provincia, Di Fazio, si è palesato” anche “nell’ambito squisitamente personale” e nella mancanza di “bon ton istituzionale sulla vicenda”.
“Non capisco le ragioni di tanto livore – afferma Di Fazio -. Posso solo ed in parte comprendere le ragioni di natura politica addebitabile al lungo commissariamento di questi enti. Ho scelto di rispondere a tutti gli attacchi solo in via amministrativa e giudiziale non raccogliendo provocazioni e insulti personali. Il Sindaco in più occasioni si è scagliato contro la gestione commissariale dei Liberi Consorzi che lui stesso ha definito da regime sudamericano. Posso tentare di capire il suo disappunto che è prettamente politico e che avrebbe dovuto discernere sul giudizio dell’azione amministrativa da parte di chi, come me, ha voluto per il bene del territorio non limitarsi da subito all’agire ordinario ma che ha avuto una visione per dare un senso compiuto al ruolo a cui sono stato chiamato ad assolvere”. Quindi Di Fazio accusa il Sindaco non solo di non aver atteso il giudizio dei giudici “visto che la questione è approdata nelle aule dei tribunali”, ma “non curante di ciò non solo si è impossessato dell’immobile, ma ne pretende anche la documentazione”.
Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Dipietro: “Quanto alla mancanza di bon ton istituzionale di cui si duole il commissario Di Fazio, non mi pare che sia esattamente un esperto: il Consiglio Comunale lo ha convocato su due questioni di particolare importanza ma egli non ha ritenuto di accogliere l’invito, suscitando la giustificata riprovazione dell’intero consiglio. Colgo l’occasione per invitarlo ancora una volta ad un confronto nella sede istituzionale più corretta, il Consiglio Comunale, e mi sento di rassicurarlo a non avere timore, essendo certo che nella sua prestigiosa carriera professionale (ndr Di Fazio è stato questore di Ps) si sarà imbattuto in soggetti assai più pericolosi di un gruppo di amministratori comunali volenterosi. Quanto al livore –aggiunge Dipietro -, non capisco di cosa parli, se si riferisce alla determinazione con la quale l’amministrazione ha inteso affrontare la questione Valverde, quella la rivendico appieno ed è indicativa di concezioni differenti, direi opposte, di intendere la funzione pubblica. La rapidità e l’efficacia dell’azione amministrativa del Comune, l’inerzia e la palude che caratterizzano quella del Libero Consorzio della quale quel moncone della Panoramica che finisce nel vuoto costituisce un simbolo più loquace di mille parole”. Quindi Dipietro fa un rapido excursus dei fatti: “nel 2016 trasferiscono la scuola ed iniziano i lavori, che finiscono il 1° agosto del 2018. A quel punto bisogna fare il collaudo per il quale la legge impone un termine di sei mesi, invece tutto tace sino al settembre del 2020 quando viene fatto il collaudo sismico e poi tutto si addormenta di nuovo sino all’iniziativa comunale che produce, nel giugno del 2022, un sopralluogo per il collaudo tecnico amministrativo. Dall’agosto del 2018 ad oggi ben quattro anni persi. Ma siccome al peggio non c’è mai fine, ecco l’ultima sorpresa: nel sopralluogo del 22 giugno di quest’anno, i tecnici del Libero Consorzio hanno preso atto che i solai non sarebbero agibili e l’immobile non sarebbe dunque utilizzabile. In altre parole –continua Dipietro- , hanno speso più di un milione di euro di soldi pubblici e, dopo sei anni di ingiustificabili ritardi, l’immobile non può essere utilizzato perché, pur essendo stato adeguato per resistere ad un terremoto, forse non resiste ad un gruppetto di bimbi che sgambettano nei corridoi! Capirete come la misura sia colma e come sia dovere dell’amministrazione rientrare nella disponibilità dell’immobile per destinarlo alla fruizione collettiva”. Intanto dalle prossime settimane, compatibilmente con gli accertamenti tecnici a garanzia dell’utenza, l’immobile di Valverde dovrebbe tornare a rivivere. Una parte sarà assegnata ad un istituto che ne ha fatto richiesta, mentre la palestra ad un’associazione sportiva che vi organizzerà una serie di attività sportive e ricreative a favore dei bimbi che passeranno l’estate in città. “Non credo di meritare censure –conclude Dipietro – per un presunto disinteresse per la giustizia. L’amministrazione ha adottato atti amministrativi che sono immediatamente esecutivi, il TAR avrebbe potuto sospenderli e non l’ha fatto, aspettiamo la sentenza di merito. Nel frattempo la mia “attenzione” per la legalità mi ha indotto a segnalare alla Procura della Corte dei Conti i danni patrimoniali, stimati in circa un milione di euro, che l’immobile ha subito in questi sei anni. Infine, mi lascia assai perplesso il rifiuto di rilasciarci gli atti che il dott. Di Fazio preannuncia alla stampa prima che gli uffici competenti adottino la relativa determinazione: come si sa l’accesso agli atti è una competenza gestionale che non dovrebbe subire influenze “politiche”. E non è il solo motivo di perplessità. Al di là della legittimità del rifiuto (che verificheremo con gli avvocati), mi chiedo: perché negare atti che riguardano lavori in un edificio che è e resterà comunque di proprietà comunale? Qualcuno ha qualcosa da nascondere?”



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