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DON GIANFRANCO Il novello sacerdote ha 32 anni ed è stato ordinato in chiesa Madre a Butera

L’amicizia con Gesù dà senso al servizio

Ancora festa per la diocesi di Piazza Armerina per l’ordinazione di un nuovo sacerdote. Infatti a distanza di una settimana, dall’ordinazione di don Salvatore Crapanzano, il vescovo mons. Rosario Gisana, ha ordinato presbitero don Gianfranco Pagano. Sabato 19 febbraio nella chiesa Madre di Butera, il trentaduenne diacono don Gianfranco Pagano è diventato sacerdote. Il rito di ordinazione è avvenuto nella comunità parrocchiale, dove il novello sacerdote ha ricevuto i Sacramenti dell’iniziazione cristiana ed è cresciuto sotto la guida del compianto parroco don Giulio Suvera il cui ministero sacerdotale “ricco di profonda umanità, amore per la cultura e servizio incondizionato alla comunità, – ci dice – è stato tempo e luogo fecondo per il germogliare” della sua vocazione.
Dopo il diploma di Ragioniere perito commerciale, si è iscritto all’Istituto Superiore di Scienze Religiose Mario Sturzo di Piazza Armerina dove ha frequentato due anni accademici, in seguito sospesi perché nel settembre del 2014 ha iniziato il cammino di formazione presso il Seminario diocesano e quello accademico presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia dove ha conseguito il baccellierato in Sacra Teologia. È riconoscente ai suoi genitori per l’educazione e per avergli trasmesso i valori umani e cristiani. In parrocchia ha svolto il servizio di ministro straordinario della comunione. Decisivo per la sua decisione definitiva il suo attuale parroco don Filippo Ristagno.
Al rito di ordinazione hanno preso parte circa 50 sacerdoti provenienti da diverse parti della Diocesi, il servizio liturgico è stato svolto dagli alunni del Seminario diocesano, la Liturgia è stata animata dal coro delle parrocchie chiesa Madre di Butera e Itria di Barrafranca.
Don Luca Crapanzano, rettore del Seminario nel presentare don Gianfranco ha sottolineato il suo legame con la comunità parrocchiale di San Tommaso di Butera “Gianfranco generato nella fede e custodito nell’amore”. Don Gianfranco dal giorno della sua ordinazione diaconale avvenuta l’11 agosto 2021 si è inserito nel servizio agli ammalati presso la Cappellania dell’ospedale Umberto I di Enna. Gianfranco ha “fondato la sua vocazione – ha detto don Luca – non nel successo umano ma sulla scelta gratuita da parte del Signore Gesù”.
Nella sua omelia il Vescovo ha voluto principalmente rivolgersi a don Gianfranco e ai sacerdoti presenti, sottolineando l’amorevolezza con cui Dio continua ad accompagnare la comunità diocesana. E facendo riferimento a “questa attenzione come atto misericordioso” da parte di Dio “verso di noi” mons. Gisana ha parlato della necessità di corrispondere a questa benevolenza da parte di Dio nei “confronti delle persone che ci fa incontrare nel servizio pastorale” attraverso la pratica del monito di Gesù «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso».
Il Vescovo ha evidenziato che per i sacerdoti “l’amicizia con Gesù dà senso al nostro servizio nella Chiesa. Non siamo solo noi presbiteri amici del Signore, ma tutti coloro che decidono di seguirlo”. Tratteggiando il senso dell’amicizia con il Signore e tra  sacerdoti don Rosario ha sottolineato che questa “esige corrispondenza: «se fate ciò che vi comando» (Gv 15,14b). Ciò vuol dire che l’amicizia, pur essendo gratuita, perché è dono di sé, e anche reciproca; chi ne corrisponde sa che c’è di mezzo affetto, fedeltà, sacrificio, abnegazione: virtù che non soltanto rendono solido un legame, ma assicurano un coinvolgimento mutuo e responsabile”.  Quindi “un comando che ci viene dal Signore, affinché il sacerdozio possa servire all’edificazione del Regno di Dio e sostenere la Chiesa nella santificazione del mondo”.
Altro aspetto evidenziato dal Vescovo, alla luce delle Letture proclamate, l’attenzione “alla parola di Dio, alla sua centralità nel comprendere la nostra missione sacerdotale”. Occorre approcciarsi, alla Parola di Dio “riconoscendo nella sua lettura un momento rivelativo del volere di Dio. Occorre che la parola diventi veramente lampada per il piede e luce sul sentiero della vita (cfr. Sal 119,105).”
“Altro aspetto, che ratifica la nostra amicizia con Gesù – ha evidenziato ancora il Vescovo – è lo stretto legame con la persona di Gesù – con la consapevolezza che – il sacerdozio è conformazione a lui, essere suoi per sempre”.
“L’amicizia con lui deve essere assoluta, – ha detto infine il Vescovo. –  La sequela è un atto di affetto immenso che dimostriamo a colui che è diventato la nostra stessa vita”.
Il testo integrale dell’omelia del Vescovo su www.diocesipiazza.it



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