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Giornata della memoria per Francesco Ferreri

Il sorriso innocente di Francesco che non si deve dimenticare

Il prossimo 17 dicembre ricorre il 16° anniversario della barbara uccisione del piccolo Francesco Ferreri. Era il 17 dicembre del 2005 quando Francesco, 13 anni, venne ucciso nelle campagne di Barrafranca, violentato, seviziato e massacrato con diciannove colpi di chiave inglese in testa e infine gettato in una discarica di campagna. Una commemorazione si svolgerà nella chiesa Madre con una Celebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo mons. Rosario Gisana il 17 dicembre alle 10.30.
Questa commemorazione ancora una volta vuole essere il giorno della memoria, ma anche l’anniversario di una profonda ferita per tutta la comunità cittadina poiché ad oggi questo atroce delitto resta senza alcun colpevole.
Vuole essere anche un momento impegnativo in una situazione dove chi sa non ha mai parlato e chi ha commesso tale abuso e omicidio è ancora senza volto, senza nome e libero di circolare.
Su questa vicenda purtroppo c’è un profondo silenzio anche da parte dei media che invece “dovrebbero tenere alta l’attenzione – come ha detto don Di Noto presidente di Meter – e offrire spazi per spingere le coscienze a uscire fuori dall’omertà e dal silenzio. Un bambino 16 anni fa è stato barbaramente ucciso e il 17 dicembre non è solo un ricordo, ma un grido: non si chiede solo giustizia, ma un cambiamento di mentalità”.
“Le urla di questo ragazzino ammazzato continuano e continueranno a risuonare nelle coscienze di chi ha compiuto questo gesto infame e in quelle di chi non farà il massimo per assicurare alla giustizia gli assassini di Francesco.
Francesco, va ricordato “come una delle vittime di una società e cultura fatta di violenza, sopraffazione, indifferenza e omertà. Dove tutto si dimentica, dove tutto deve cadere nell’oblio, dove l’assenza strappata di un bambino ad una famiglia è considerata un ‘caso irrisolto’, inserito in un database della giustizia umana e nelle pagine dei giornali”.
Ha detto ancora don Di Noto “Ci sono mostri della porta accanto, che frequentano le nostre case, le nostre piazze, le nostre scuole, le nostre chiese… con i volti coperti di cera e di bronzo, ma dentro il putridume e il fetore lo percepiscono da lontano gli avvoltoi loro simili: cadaveri che hanno disseminato cadaveri. Il giusto e il piccolo, anche se calpestato, deriso, sprangato, denudato, non muore mai e interpella le nostre deboli coscienze. Bambini indignatevi, ribellatevi, agite con amore contro l’oblio della giustizia, della politica, della cultura, della fede. Siate tutti contro coloro che vi sfruttano e aiutate i vostri coetanei a reagire. Voi, solo voi salverete le vostre famiglie, le nostre città, la nostra debole fede. Coraggio miei cari “ribelli” d’amore!
Bambini di ieri e di oggi sarete voi a schiacciare le teste degli assassini dei bambini, degli Erodi di oggi. Per avere sempre nel cuore la speranza, perché dobbiamo crederci sempre: Giustizia e Misericordia si incontreranno, anche quando chi deve fare giustizia non sembra riesca a farla”.



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