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Gela, zona rossa e scuola in presenza. Ma i genitori chiedono la Dad

Anche Gela dal 24 aprile fino al 5 maggio scorsa rientra fra le zone rosse individuate dal Presidente della Regione. Zona rossa e scuole aperte con decine di studenti ed insegnanti contagiati. La zona rossa non viene percepita come tale dai cittadini che escono regolarmente visto anche che, la maggior parte degli esercizi commerciali sono aperti. È scoppiata la polemica per le scuole che, seppur decimate per alunni ed insegnanti in quarantena, sono aperte. È perfino nato un gruppo di mamme pro dad incoraggiate dalla presa di posizione del consigliere Saro Trainito: “Il mio appello è da sempre quello della chiusura sino al raggiungimento di una pax dei contagi – dice il consigliere indipendente Trainito – l’Asp ha tutte le competenze per chiudere e per decidere se le scuole vadano aperte o no, così come anche il prefetto, ma chiedo a nome di tante famiglie di valutare la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Propongo al sindaco di chiedere forzatamente la chiusura delle scuole, anche se ripeto le competenze sono di Asp”.
Da qui nasce la guerra che accompagna ogni realtà oggettiva. “Il 15 aprile scorso – ha detto il sindaco Greco – avevo chiesto ai vertici dell’ASP quale fosse la reale situazione nelle scuole, perché era chiaro che stava accadendo qualcosa di grave, le segnalazioni erano troppe”. Greco aveva chiesto un espresso pronunciamento dell’ASP sull’opportunità di attivare per tutti la didattica a distanza. 
Il sindaco ha dato dello sciacallo a chi cavalca l’onda della polemica.  La Consulta giovanile comunale ha chiesto al direttore generale di riprendere le attività di monitoraggio nel mondo della scuola, conducendo campagne di screening direttamente negli edifici scolastici, evitando ai genitori di perdere tempo prezioso per accompagnare i propri figli ed evitando immense file sotto il sole, in luoghi dalla discutibile idoneità igienico – sanitaria quali, ad esempio, la zona Asi o l’ex mattatoio.
Alla luce di queste ragioni, e considerato che non ci sono le condizioni per stare a scuola in sicurezza, la Consulta Giovanile richiede anzitutto che vengano potenziate le attività di tracciamento e di screening.  Nelle more di questo chiedono che venga disposta la didattica a distanza, in modo da non aggravare una situazione già molto complicata perché in questo delicato momento i nostri alunni stanno pagando il prezzo più caro.
I gruppi civici di maggioranza ‘Un’altra Gela’, ‘Una buona idea’ ed ‘Impegno comune’, dopo una nuova interlocuzione, con il sindaco Lucio Greco, confermano l’intenzione di fare quadrato in maniera sempre più solida e compatta attorno al Primo Cittadino, in questa fase così delicata della gestione della pandemia da Covid – 19. Hanno chiesto al Sindaco alcuni chiarimenti in merito all’iter che ha portato alla proclamazione della zona rossa e alla mancata attivazione della dad nelle scuole ci sono stati spiegati tutti i passaggi. “Il Sindaco ci ha mostrato tutti i documenti relativi alla sua interlocuzione con ASP – si legge in una nota – Prefettura e Ufficio Scolastico Provinciale, e abbiamo esaminato ordinanze regionali e decreti legge, che sono molto chiari sulle competenze inerenti le chiusure. Le famiglie degli alunni sono sotto stress a causa di questa drammatica situazione, e un rappresentante delle istituzioni non può aizzarle, cavalcando il loro malessere. Se la situazione dovesse degenerare in disordini incontrollabili, sappia, Trainito, che la responsabilità sarà anche sua, che, da farmacista, presidente della commissione sanità e consigliere comunale, dovrebbe stare molto attento alle parole che usa”.



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