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L'esperienza del Sindaco Bevilacqua alla marcia con le valigie di cartone a Pietraperzia

“Resto qui perchè credo nella Sicilia”

Ogni anno Pietraperzia perde circa 15 abitanti. Ma se sommiamo anche la differenza fra morti e nascite arriviamo a meno 30 abitanti. Il dato è riferito agli ultimi 11 anni, a partire dal 2009. Da un punto di vista numerico e sociale però “la botta maggiore questo paese l’ha subita fra il 1981 e il 1991”, dice il sindaco Antonio Bevilacqua. “Paradossalmente quelli erano gli anni del boom economico con l’espansione edilizia e i grandi investimenti pubblici in cantieri”. Eppure in quegli anni si passò da una popolazione di più di 12.000 abitanti a circa 8.000. “Fra il 1981 e il 1991 Pietraperzia perse più di 350 abitanti l’anno”, spiega il primo cittadino, dati alla mano. Bevilacqua, sindaco eletto del Movimento Cinque Stelle, difende il reddito di cittadinanza perché “ha dato una boccata di ossigeno a tanti e all’intera Pietraperzia immettendo risorse fresche spese per i bisogni primari”. Nella cittadina ennese sono arrivati complessivamente 100 mila euro al mese nelle carte gialle e “questo provvedimento ha impedito che 189 famiglie fossero costrette ad emigrare”, dice ancora il capo dell’amministrazione che annuncia di far partire i progetti di lavoro per le persone che percepiscono il reddito.  “Dovranno lavorare fra le 8 e le 16 ore a settimana, non solo i percettori del reddito ma l’intero nucleo familiare. Se rifiuteranno di lavorare gli verrà tolto l’aiuto”. “Oggi la cosa che più preoccupa è però, la mancanza di fiducia nel futuro a Pietraperzia”, dice sconsolato. “Un giovane che decide di rimanere a Pietraperzia lo fa nella maggior parte dei casi perché eredita il lavoro dei genitori, ma difficilmente si vedono giovani investire e creare dal nulla nuove realtà. La mancanza di fiducia traspare già dalla scelta universitaria. Prima c’erano Palermo e Catania e chi aveva intenzione di studiare rimaneva pur sempre in Sicilia. Oggi l’università si sceglie da Roma in su. I fine settimana non si passano più a Pietraperzia e si ritorna solo per le feste”.
Anche per Antonio Bevilacqua è così; infatti racconta di avere voluto studiare fuori ma “non l’ho fatto”. “Ho studiato ad Enna e oggi voglio costruirmi il futuro nel mio paese. Ce la farò?”, si interroga. “Non lo so, ma almeno so che oggi sono felice e ho l’obiettivo di far crescere mia figlia nel paese che tanto amo. In molti peraltro obietteranno che Enna, ad esempio, è onerosa come università e per questo avanzerò una proposta da condividere con gli altri sindaci: la retta universitaria per i residenti in provincia di Enna sia pari alla media delle altre Università siciliane”.
In questo buio pero alcuni spiragli si intravedono. “C’è un grosso imprenditore (Acqua&Sapone, ndr) che ha investito a Pietraperzia e che sta dando lavoro a tanti ragazzi che decidono di mettere su famiglia”. “Si è sempre parlato di turismo a Pietraperzia come ad una specie di miraggio ma oggi la ricettività turistica è una realtà e cresce ogni anno con tanti pietrini che decidono di puntarci”. Dal Palazzo di Città intanto dovrebbero presto essere banditi concorsi per assumere giovani professionisti. Il condizionale d’obbligo. Ma per il sindaco “c’è tanto da fare ma la prima cosa è credere e convincersi che Pietraperzia abbia un futuro. Solo così potremo arginare questo lento ma inesorabile declino”, conclude. “Io ci credo”.



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