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Celebrata a Gela la

3513 Si alla Vita

Tremilacentocinquantatre vite; 3153 feti che avrebbero potuto essere soppressi e che invece oggi sono uomini, donne, ragazzi, bimbi perché le loro mamme hanno deciso di dire sì alla vita e anche perché sono state aiutate, supportate o solo consolate dal Centro di aiuto alla vita presieduta da Rocco Giudice.  L’inno alla vita e la benedizione delle mamme in attesa hanno echeggiato nella chiesa Sant’Agostino dove è stata celebrata la Madonna del Parto. Un’occasione per il Soroptimist di Gela per ricordare la loro socia che non c’è più, Angela Insinga cui è dedicato il restauro del dipinto della Madonna del parto custodito nella chiesa e realizzato da Maria Grazia Vitale. Una folla di donne in attesa ha popolato l’altare maggiore della chiesa, prima e dopo la messa solenne presieduta da Don Lino Di Dio. L’occasione è stata quella giusta per ricordare che l’impegno del Cav che, l’anno prossimo, arriva a 40 anni di attività sul territorio con lo stuolo di vite risparmiate con solo qualche parola di conforto alle donne che si sono ritrovate mamme malgrado quella gravidanza non era proprio desiderata in quel preciso momento della loro vita. Ma la presenza di tanti volontari ha spazzato via ogni dubbio e i bimbi sono nati e dopo 39 anni sono 3153.
La Madonna del Parto, opera di Jacopo Sansovino, realizzata per incarico della famiglia Martelli di Firenze, situata a destra del portale mediano della chiesa Sant’Agostino di Campo Marzio a Roma.  La Vergine, seduta in trono col Bambino in piedi sulla gamba sinistra, è posta sopra una base di marmi policromi e circondata di innumerevoli “ex voto” a seguito dei prodigi operati.
Per devozione popolare, fin dagli inizi dell’Ottocento questa «Madonna col Bambino» venne considerata protettrice delle partorienti, tanto da assumere la denominazione, appunto, di Madonna del Parto. Nel 1822 papa Pio VII, come risulta dalla iscrizione posta nel basamento, concesse una indulgenza a chi avesse baciato il piede che sporge dall’ampio panneggio della Vergine. Questa pia consuetudine ebbe un tale successo che il piede di marmo divenne in breve tempo talmente consumato da rendere necessaria la sostituzione con un piede d’argento. La Festa è fissata nella seconda domenica di ottobre ed è stata celebrata alla presenza delle socie dell’Inner Wheel.



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