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Aperto l'Anno Pastorale delle Confraternite nella Diocesi.

La pietà popolare per ri-scoprire il popolo di Dio

Organizzata dal Coordinamento Diocesano per le Confraternite, si è svolta sabato 16 ottobre nel complesso del convento di San Pietro a Piazza Armerina una giornata sul tema “Laici protagonisti dell’Evangelizzazione” sviluppato sotto i suoi molteplici aspetti da autorevoli relatori e conclusasi con la celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale, Assistente Nazionale delle Confraternite d’Italia.
Ad avviare i lavori il presidente del Coordinamento Diocesano, Gaetano Di Venti: «Sentivamo la necessità di tornare ad incontrarci. Il vescovo mons. Rosario Gisana ha voluto sostenere questa iniziativa ed è stata indicativa l’ampia partecipazione di confrati e consorelle. I contenuti sviluppati ci hanno arricchito per quella che è la gestione delle nostre Confraternite e per capire come si muove la nostra diocesi intorno alle manifestazioni della pietà popolare».
«Questo incontro è stato occasione per rivisitare il nostro senso di appartenenza nella Pastorale della Diocesi – ha detto Mons. Rosario Gisana. È importante che le nostre azioni siano illuminate dallo Spirito Santo. Le Confraternite devono riannodarsi intorno alla Carità e le nostre attività siano da guida affinché la gente incontri il Signore».
I lavori hanno visto la partecipazione di mons. Michele Pennisi: «Un incontro del genere si inquadra innanzitutto nel Sinodo dei Vescovi che si terrà nel 2023, su cui Papa Francesco sta insistendo, e in questo cammino sinodale tutti i Cristiani devono sentirsi corresponsabili della vita della Chiesa. Se questo vale per tutti i cristiani, in modo particolare vale anche per quelle aggregazioni ecclesiali riconosciute ufficialmente dalla Chiesa e tra queste le più numerose sono le confraternite che dovrebbero avere una marcia in più rispetto ai cristiani comuni perché già camminano insieme, vivono una vita confraternale attraverso non solo la partecipazione alle processioni ma anche la catechesi e la carità. È importante la valorizzazione dei laici perché la Chiesa deve liberarsi da un certo clericalismo in cui si pensa che essa coincida con i vescovi e con i preti. La maggior parte dei membri della Chiesa del popolo di Dio sono cristiani laici che vivono la fede nella vita quotidiana, nella famiglia e nel lavoro. L’importanza delle Confraternite è di far prendere coscienza del protagonismo dei laici nella vita della Chiesa». Mons. Pennisi si è poi soffermato sul valore delle processioni: «Se scomparissero le Confraternite e tutte le manifestazioni della pietà popolare, i nostri paesi sarebbero più poveri di cultura, fede e tradizioni».
Il Delegato vescovile mons. Vincenzo Sauto: «Per noi è motivo di gioia e di ringraziamento al Signore ripartire dopo questo periodo di pandemia. Incrementare il culto e la pietà popolare legata alle tradizioni locali serve a riscoprire il popolo di Dio».
Francesco Antonetti, presidente nazionale della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia: «Le Confraternite sono a pieno diritto inserite nella nuova evangelizzazione. Abbiamo la vicinanza del Pontificio Consiglio per la nuova Evangelizzazione che appoggia molto la nostra attività. Anche a detta di Papa Francesco la pietà popolare è un veicolo di evangelizzazione molto forte ed importante; per questo motivo noi come Confederazione dobbiamo evidenziare e dare sempre più valore ai concetti della pietà popolare e agli strumenti che evidenzino le attività che portano ad essa e alla religiosità popolare. Durante la pandemia abbiamo attivato dei canali attraverso i quali abbiamo fatto formazione e preghiera. La processione è uno strumento della nostra devozione, attraverso essa si mostra la nostra pietà popolare che è uno strumento di evangelizzazione».

Dei giovani e del loro ruolo nelle Confraternite ha parlato Riccardo Turco, vice presidente del Coordinamento diocesano e responsabile dei gruppi giovanili: «Ci si chiede spesso perché un giovane debba essere confrate visto che la società di oggi offre tante altre opportunità e la risposta arriva sotto tre punti di vista: sociologico, antropologico ed ecclesiologico che si identificano nel senso si appartenenza nel tramandare le tradizioni, l’appartenere al senso di una comunità come uomo religioso e poi perché le confraternite sono lo scrigno che detiene le tradizioni e danno la possibilità di tramandare la memoria di Dio. Abbiamo istituito un vero e proprio coordinamento giovanile per sentire le voci dei giovani e si sta puntando sulla formazione».
Sull’amministrazione delle Confraternite è intervenuta la consigliera del direttivo nazionale della Confederazione delle diocesi di Italia, Rosalia Coniglio, la quale ha illustrato ai direttivi confraternali presenti il ruolo nella gestione delle confraternite. «Le ricadute delle processioni ricadono su tutta la società, sono modalità semplici di espressione della fede. In occasione del 1^ Forum Paneuropeo di Lugano la Confederazione ha presentato un progetto per il riconoscimento da parte dell’Unesco della pietà popolare espressa dalle confraternite. Ci si rende conto che in questo contesto storico i nostri sono valori distintivi».
Per William Tornabene, Coordinatore regionale delle Confraternite, «la tradizione è alla base, ma prima ci sono la fede e la carità e l’obiettivo che ci siamo posti è la formazione».
Un saluto al Coordinamento diocesano e ai direttivi confraternali è arrivato dal Sindaco di Piazza Armerina, Antonino Cammarata: «Aver organizzato questo incontro a Piazza Armerina è per noi importante, così come è importante che le Confraternite portino avanti le tradizioni locali».



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