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Not in my garden

Il Governo avvia la consultazione per individuare un sito nazionale dove stoccare i rifiuti radioattivi e tutte le autorità locali insorgono. Tre sono le aree siciliane ritenute potenzialmente idonee tra le quali Butera (CL). Nel numero scorso abbiamo pubblicato le dichiarazioni del sindaco Filippo Balbo e del Presidente della Regione Musumeci che si sono detti assolutamente contrari avanzando ragioni legate alla disastrata viabilità e alla vocazione naturalistica della nostra regione.
In Italia i rifiuti radioattivi finora prodotti sono custoditi in depositi temporanei che ne consentono la gestione in sicurezza e l’isolamento dall’ambiente. Tali rifiuti provengono dal pregresso esercizio e dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle attività nel campo sanitario, industriale e della ricerca. Sul sito depositonazionale.it sono disponibili tutte le informazioni circa i criteri usati nella individuazione dei siti idonei e sulla procedura che sarà seguita.
“Il Deposito Nazionale – si legge sul sito – permetterà lo smaltimento dei rifiuti radioattivi prodotti nel nostro Paese con un significativo incremento della sicurezza e ottimizzazione della gestione, risolvendo un problema che altrimenti ricadrebbe sulle generazioni future. Con la sua realizzazione sarà possibile demolire i depositi temporanei in cui sono attualmente stoccati i rifiuti, chiudendo così il ciclo nucleare italiano con la restituzione dei siti privi di vincoli radiologici alle comunità locali per altri usi. Nel Deposito Nazionale saranno definitivamente smaltiti i rifiuti a molto bassa e bassa attività, ossia quelli che nell’arco di 300 anni raggiungeranno un livello di radioattività tale da non rappresentare – si legge sul sito – più un rischio per l’uomo e per l’ambiente”.
Le Regioni, gli enti locali e i soggetti interessati potranno formulare osservazioni e proposte. Si tratta infatti di una vera e propria consultazione. Alla fine il Governo deciderà. Non è infatti più possibile rinviare la decisione, come è stato fatto finora, e lasciare in modo pilatesco, la patata bollente alle prossime generazioni.
Ovviamente sul sito individuato sarà realizzato un Parco Tecnologico e si avranno potenziali benefici per il territorio, anche in termini occupazionali. Previsti anche benefici diretti alle persone residenti, alle imprese operanti nel territorio circostante il sito ed agli enti locali interessati.
Simili consultazioni sono state avviate negli stati europei che hanno lo stesso problema: Francia, Germania, Regno Unito.
Considerate le scarse prospettive occupazionali e l’assicurazione circa la sicurezza del sito forse un pensierino la Sicilia potrebbe farlo. Se la viabilità è disastrata questa sarebbe l’occasione per renderla idonea. Oppure prevarrà l’adagio inglese “not in my garden”?



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