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Intervista al dirigente del Corpo Forestale, Giuseppe Nasello

Quasi 2 mila ettari di bosco andati in fumo. Si fa la conta dei danni

Ora che il fuoco si è calmato nella provincia ennese, la rabbia cresce ancor di più. Perché le immagini del “day after”, della devastazione subita da centinaia di ettari di aree verdi e boschive, sono ancora più desolanti e tragiche di quello che si potesse pensare. Le conseguenze sono già gravissime, si è perso un patrimonio naturale quasi impossibile da quantificare, ma lo saranno ancor di più quando arriveranno le stagioni delle piogge, quando non ci sarà più un albero a trattenere la forza dell’acqua, quando racconteremo di frane, smottamenti e alluvioni. E ora, sperando che non si riaccendano di nuovo i fuochi veri è incominciata la conta dei danni da parte degli uomini del Corpo Forestale che hanno iniziato l’attività di valutazione degli effetti che gli incendi di questi giorni hanno prodotto, da Monte Altesina a Piazza Armerina. Una misura che poi porterà anche a quantificare il costo di questo inizio di agosto. Intanto, si intensifica il lavoro della Forestale per ricostruire l’intero contesto dei giorni di fuoco che si è vissuto da Nord a Sud della provincia. Si sa di che natura sono stati gli incendi? -abbiamo chiesto al dirigente del Corpo Forestale, Giuseppe Nasello. “Siamo ancora in fase di attività investigativa e di indagine – dice – per cui al momento non ci possiamo pronunciare. Da quello che uscirà fuori eventualmente se ne occuperà la procura e noi saremo a sua disposizione”. Quanti ettari di bosco sono andati in fumo? Grosso modo in Altesina, tra aree demaniali e di proprietà privata, dovrebbero essere intorno agli 825 ettari. Per quando riguarda Piazza Armerina, sono in corso di accertamento le stime e potrò essere più preciso in avanti”. Esiste una legge regionale che impone ai Comuni di tenere aggiornato il catasto e la mappatura delle aree di modo da evitare che, nei terreni bruciati, si possa edificare, cacciare o allevare per 10 – 15 anni; i Comuni ennesi si attengono a questa legge? “Ogni anno facciamo una nota a tutti i Comuni, invitandoli ad attenersi alle disposizione di legge. Qualche comune aggiorna, qualche altro è indietro”. Si sono fatti interventi preventivi in Altesina prima di questa ondata di caldo? “A questa domanda non posso rispondere, perché è di competenza istituzionale dell’Azienda Foresta Demaniale, per quanto riguarda manutenzione dei boschi e la realizzazione dei viali parafuoco”.
In base a quanto ha detto il dott. Nasello, la prima valutazione, empirica, considerato che ancora mancano i dati di Piazza Armerina, dovrebbe essere di poco meno di 2 mila ettari andati in fumo. Costi su costi che si aggiungono a quelli per lo spegnimento degli incendi da parte dei tre elicotteri, di un canadair, dei vigili del fuoco, della forestale e della protezione civile. Secondo una nostra ricerca, il rimboschimento invece, in base alla tipologia di pianta da riposizionare, vale da 7.000 ai 12.000 euro per ettaro. Per cui il danno procurato dagli incendi in questi primi due giorni di agosto si misura in milioni di euro che vanno dai 14 ai 24. A questo punto c’è da chiedersi, se ci sia, e sono in molti a pensarlo compreso il sindaco di Piazza Armerina, la mano di veri e propri criminali senza scrupoli. Questi signori si rendono conto dei danni che provocano? Verranno mai arrestati? Verranno mai comminate loro finalmente pene equiparate ai reati di mafia e terrorismo? Qualunque sia la motivazione del gesto, l’autore è consapevole di quello che può accadere, anche perché da una semplice scarpata piena di cespugli secchi data alle fiamme si può propagare un incendio potenzialmente in grado di provocare vere e proprie stragi, distruggendo vegetazione, animali ma anche case e minacciando la vita degli abitanti.



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