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La formazione ai tempi del coronavirus

In seminario per abitare un tempo “privilegiato”



Il seminario non è solo un luogo, esso è principalmente tempo “privilegiato” da abitare come apertura e disponibilità per imparare a stare con il Maestro, apprendendo la sua logica. La formazione dei seminaristi – costretti come tutti nelle proprie case a motivo dell’emergenza sanitaria in corso –  prosegue anche a distanza! La vita del Seminario infatti, è fatta dalle relazioni “tra” i fratelli che fanno la comunità, legati dell’unico grande desiderio di cercare e realizzare la volontà del Signore.

Il Seminario non è un apprendistato per imparare a fare il prete ma un tempo fatto da tanti input (spirituali, umani, culturali pastorali) che permettano al giovane in discernimento un profondo dialogo tra la Parola e il desiderio profondo che li spinge ad essere presbiteri. Anche se ognuno è a casa propria, non mancano gli incontri comunitari (tramite piattaforma zoom) di formazione e di preghiera.

Ogni giorno, alle ore 19,00, viene trasmessa sulla pagina fb del Seminario la celebrazione Eucaristica; ogni settimana, così come facevamo ordinariamente in Seminario, il direttore spirituale don Salvo Rindone propone il brano di Lectio Divina, dando spunti di approfondimento e di “applicazione pratica”, la settimana successiva ci si incontra per la condivisione (collactio) dell’esperienza personale di Dio nella propria vita a partire dal brano di Lectio.

Ogni sabato alle 12,00 ci incontriamo nuovamente per pregare insieme l’Ora Media e per una mia breve meditazione. Una volta al mese stiamo continuando gli incontri di “direzione spirituale comunitaria” e non mancano altri momenti, anche di fraternità, in cui ci si vede in video chiamata anche solo per un saluto. Il rapporto personale di noi formatori (il nostro vescovo ci chiama “fratelli maggiori”) con i seminaristi – e in alcuni casi con le loro famiglie – è quotidiano, e passa attraverso il contatto telefonico.

Li dove è possibile i seminaristi partecipano alla celebrazione eucaristica con i loro parroci, condividendo con loro alcuni momenti di attività caritativa. La vita accademica legata alla Facoltà Teologica di Sicilia in Palermo prosegue attraverso video lezioni quotidiane; buona parte del patrimonio bibliotecario della Facoltà è on line e permette gli approfondimenti necessari per i corsi e gli elaborati. Ciò che il nostro Vescovo suggeriva a tutta la chiesa diocesana, parlando dell’importanza della lettura credente della Parola nella nostra vita attraverso la Lectio Divina, viene data come possibilità storica a ciascuno di noi e principalmente ai seminaristi.

Il tempo attuale di digiuno eucaristico forzato, sta imponendo la riflessione sulla centralità della Parola di Dio nella nostra vita. E’ vero che stiamo attendendo la celebrazione eucaristica comunitaria, ma è altrettanto vero che non dobbiamo dimenticare quella che il Concilio Vaticano II chiama “seconda mensa”, altrettanto necessaria e reale, della Parola di Dio che ci fa uscire dalle nostre solitudini chiamandoci a vita nuova. Altro aspetto importante che i seminaristi stanno vivendo – contemplato anche dal documento Il dono della vocazione circa la formazione dei futuri presbiteri – è il rapporto con la propria famiglia di origine.

Si è obbligati a trascorrere tanto tempo a casa, a stretto contatto con i propri famigliari; questo sta servendo non solo per trascorrere più tempo con i propri genitori, ma anche per renderli partecipi (in alcuni casi loro malgrado a motivo degli orari!) della vita dei loro figli, dalle lezioni di Facoltà alla Lectio, dalla telefonata con un formatore alla collactio, dall’esame in video conferenza alla laurea via web (il caso di Marco Sbirziola di Butera laureatosi ieri in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Catania), dalla partecipazione all’Eucarestia alla proposta di preghiera insieme a tutta la famiglia.

In altri termini, come diceva lo scrittore Ignazio Silone nel romanzo Avventura di un povero cristiano: “la vocazione del figlio è passata a tutta la famiglia”! Nell’introduzione al sussidio di Lectio di quest’anno pastorale dedicata agli Atti degli Apostoli, il vescovo così si esprimeva: “quella di Luca non è una descrizione idealizzata, ma il ritratto di una comunità vera, che deve affrontare conflitti interni ed esterni”. Penso che questo criterio serva non solo come chiave interpretativa per leggere e meditare il testo di Atti, ma anche come chiave ermeneutica per tutta la nostra vita di fede, senza troppi voli pindarici idealizzati, all’interno di una storia concreta fatta di potenzialità e limiti. Stare in comunità condividendo la giornata con altri fratelli – ognuno diverso dall’altro – o stare in famiglia con i propri genitori e parenti, serve essenzialmente a questo: rappacificarci con i segni concreti di una umanità vera.

Il vescovo, inoltre, nel suo messaggio pasquale “La rigenerazione dell’Uomo nuovo”, invitava a riflettere se, “avendo incontrato il Signore, siamo capaci di permanere nel dialogo con lui, accettando di sottoporre la nostra esistenza a conversioni che tendono a piegare il nostro uomo vecchio”. Credo che questo tempo di ristrettezze e limitazioni di libertà stia offrendo a ciascuno di noi questa opportunità di rigenerazione e rinascita, senza escludere momenti di abbattimento, di scoraggiamento o di sfiducia.

In preparazione alla 57° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni di domenica 3 maggio, come Seminario e Ufficio Diocesano Vocazioni, abbiamo proposto alcune attività per i ministranti e un video di testimonianze vocazionali presentato da Alfredo Wolf Calcagno e Alfredo Red Calcagno di Aidone. Il video, già pubblicato nel canale You Tube dell’Ufficio Nazionale Vocazioni della CEI,  è stato realizzato dal nostro seminarista Enrico Lentini e vede le testimonianze vocazionali di una famiglia (Luigi e Maria Stella Ferreri di Barrafranca, con i loro tre figli), di una dottoressa consacrata dell’ Ordo Virginum (dott.ssa Giuseppina Lomanto) e di un seminarista (Alessio Tirrito di Enna).

Vi invitiamo a pregare il Signore Gesù affinché susciti per la nostra chiesa diocesana sante vocazioni alla vita cristiana, alla fecondità generativa di una famiglia o ad una speciale consacrazione, all’annuncio missionario e al diaconato permanente, al presbiterato diocesano e alla vita religiosa. Possa ognuno scoprire la propria chiamata alla santità vivendola “dando il meglio della vita”.

*Rettore del Seminario Vescovile di Piazza Armerina





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