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Don Luigi Ciotti incontra gli studenti di Piazza Armerina

Don Ciotti: “Continuate a fare rumore per il cambiamento”

 “Diffidate dei navigatori solitari, di coloro che ritengono di sapere tutto e di non aver bisogno di nessuno. La forza dell’uomo sta nel camminare insieme, nel condividere progetti, iniziative, nel noi e non nell’io.” Con queste parole, lo  scorso 21 febbraio  nell’aula polivalente dell’I.I.S. “Majorana –  Cascino”, don Ciotti si è presentato ad una platea di studenti, attenti come non mai, e pronti ad ascoltare con curiosità e interesse le parole di un uomo, un maestro di vita, fondatore e Presidente Nazionale dell’Associazione Libera.
Ad accoglierlo la padrona di casa, la Preside Lidia Di Gangi, che ha sostenuto con grande entusiasmo questa iniziativa e che ha promosso la partecipazione della Scuola con 12 classi “pilota” al progetto di formazione con l’Associazione Libera,  che si concluderà con  la partecipazione alla XXV giornata della memoria e dell’impegno a Palermo il 21 Marzo. Al suo fianco, la preside Vilma Piazza dell’I.I.S. “Leonardo da Vinci”, che, con altrettanto impegno e sostegno, ha condiviso l’iniziativa di Libera con gli studenti della sua Scuola.
Don Ciotti, che ha voluto prima ascoltare le domande degli studenti, è riuscito con la sua testimonianza di vita a catturare l’attenzione dei giovani, degli ospiti e delle Autorità civili, militari e religiose che gremivano l’auditorium. Ha ricordato la povertà della sua famiglia vissuta con dignità nella Torino operaia degli anni ’50, i suoi studi tecnici di cui va fiero, si è soffermato, poi,  sull’importanza  delle relazioni che danno senso e significato alla nostra vita e sull’incontro con un barbone, in realtà un medico dalle vicende travagliate, che è stato determinante nella sua scelta vocazionale: un impegno con e per i giovani, nella formazione di cittadini responsabili sempre e non “a corrente alternata”, capaci di far emergere il bello e il buono che la vita riserva a ciascuno di noi.
Le parole di don Ciotti sono arrivate dritte al cuore di ciascuno ora con la forza e l’energia di chi ha lottato insieme ad altri per i diritti degli ultimi, ora con la commozione di chi ha provato, nel suo cammino, la sofferenza e il dolore per la morte di un amico,  un giovane, una persona cara. Senza mai interrompersi se non per richiamare con pause di silenzio l’attenzione dei ragazzi, don Ciotti ha ricordato i primi morti per overdose negli anni ’70, la nascita del gruppo Abele, le lotte parlamentari per una legislazione più umana, e, poi, la stagione delle stragi per mafia e le leggi per la confisca dei beni ai mafiosi e la restituzione di questi alla collettività.
Il volto di don Ciotti si è illuminato, quando ha ricordato Papa Francesco, la sua umiltà e quelle piccole attenzioni, così significative che ha riservato alle persone che ha incontrato nel suo cammino, quelle “piccole rose bianche” che Rita Atria, strappata al contesto mafioso e amata da Paolo Borsellino come fosse una figlia, avrebbe voluto sulla sua tomba.
A conclusione del suo intervento, don Ciotti ha invitato gli studenti a non rassegnarsi mai, a continuare sempre “ a far rumore” , a non pensare che soltanto gli eroi potranno cambiare il mondo. I veri eroi sono coloro che nel quotidiano e nei piccoli gesti, nel compimento del proprio dovere potranno rendere questo mondo migliore. Il primo vero cambiamento – ha concluso – comincia da noi e dalle nostre coscienze!
Grazie, don Ciotti, per l’aria di primavera che hai portato!



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