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L’aspetto caritativo è molto importante per i giovani che oggi si preparano a diventare sacerdoti

La Carità per una Chiesa in uscita

Il cammino formativo del seminario è contraddistinto da alcune esperienze che permettono di sperimentare l’incontro con l’altro anche nella dimensione caritativa e missionaria. L’obiettivo è quello di formare i nuovi presbiteri che, sull’esempio e in persona di Cristo Buon Pastore, saranno chiamati a dedicarsi con tutte le forze e per tutta la vita al ministero di insegnare, santificare e reggere il popolo di Dio nella carità.
L’aspetto caritativo è molto importante per i giovani che oggi si preparano a diventare sacerdoti, poiché vivere una vita secondo il Vangelo vuol dire assumere uno spirito di povertà. Durante gli anni del seminario vengono proposte alcune esperienze di volontariato e di carità a favore di ammalati, anziani e persone disagiate, al fine di sperimentare la presenza di Cristo nel povero, e così verificarsi nella propria disponibilità al servizio del prossimo. Di solito queste esperienze si concretizzano durante i tempi forti dell’anno liturgico: in Avvento e in Quaresima.
Negli anni passati la nostra comunità si è recata presso la Missione Speranza e Carità di Biagio Conte a Palermo, presso la Piccola Casa della Misericordia di Gela, nei diversi reparti degli ospedali di Gela, Enna e Piazza Armerina, nelle Carceri di Gela e di Piazza Armerina, nelle Case di riposo di Valguarnera, Barrafranca e Piazza Armerina. Non è mancato neanche un momento dedicato ai presbiteri anziani della nostra diocesi. Pensare alla vocazione vuol dire avere familiarità con l’eterno mistero che è il mistero della Carità, il mistero della Grazia.
Nell’ormai prossimo tempo di Avvento, rispondendo alle provocazioni di Papa Francesco e del nostro Vescovo, desideriamo essere “Chiesa in uscita”, pensando gesti di discreta prossimità, in modo particolare verso i tanti fratelli e sorelle che vivono il dramma dell’immigrazione e che arrivando nel nostro paese sono vittime delle violente campagne mediatiche e giornalistiche. Questi esercizi abilitano progressivamente ad acquisire un giusto atteggiamento di libertà e di autodominio nei confronti del denaro e del possesso, a porsi al servizio dei poveri e dei piccoli e a dare una testimonianza di povertà e di solidarietà con i poveri mediante uno stile di vita semplice perché la dedizione a Dio e al suo Regno è espressa anche attraverso lo spirito di povertà che si manifesta nel segno del distacco dai beni terreni.



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