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La Sacra Scrittura a contatto con l’ambiente biblico

Dall’1 al 29 settembre il presbitero niscemese don Daniele Centorbi ha frequentato presso il Pontificio Istituto Biblico di Gerusalemme un corso intensivo di archeologia e geografia biblica, previsto dal curriculum di studi per il conseguimento della Licenza in Sacra Scrittura. Don Daniele ha condiviso con noi la sua esperienza.
«Vivere la Terra Santa è un’esperienza unica e costituisce una possibilità di approfondire la nostra fede mediante la contemplazione dei luoghi toccati dal maestro di Nazaret e, più in generale, dei luoghi che stanno a fondamento del nostro credere. Il corso, tenuto dall’archeologo maltese J.M. Briffa e dal biblista messicano R. Lopez Facundo, dopo una serie di lezioni frontali introduttive, si è svolto ‘sul campo’ attraverso visite ai principali luoghi di pellegrinaggio (come ad esempio Gerusalemme, Betlemme, Nazaret, Cafarnao e monte Carmelo), ai siti archeologici (Zippori, Masada, Megiddo, Qumran e Ashkelon) e ai musei (tra i quali l’Israel Museum). L’obiettivo prefissato del corso è stato quello di fornire indicazioni per una proficua e critica comprensione della Sacra Scrittura attraverso il contatto diretto con la cultura e l’ambiente biblico. L’archeologia, la storia e la geografia sono, dunque, discipline che permettono al fedele di penetrare con consapevolezza la Parola; è bene sottolineare quest’ultimo aspetto perché esse, a volte, sono considerate ‘nemiche’ della fede. A tal proposito san Giovanni Paolo II nella sua enciclica ‘Fides et ratio’ ci ricorda che “la fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su sé stesso”.
Oltre ad essere un momento formativo da un punto di vista accademico, il corso si è rivelato momento di alta spiritualità e di crescita interiore non essendo mancati  momenti di preghiera intensi come la visita ai luoghi tradizionalmente legati a Maria e il luogo natale di Gesù e di Giovanni Battista; la notte trascorsa all’interno della Basilica del Santo Sepolcro in Gerusalemme, contemplando, angolo dopo angolo, i luoghi della passione di Gesù; la celebrazione eucaristica a Cafarnao (sulle rive del lago di Tiberiade) e a Gerusalemme presso l’altare del Calvario. Infine, ospite presso la Comunità dei padri gesuiti che dimorano a Gerusalemme, ho avuto la possibilità di conoscere e ascoltare la testimonianza di padre Doan Nguyen Cong (online sono reperibili diverse interviste!), sacerdote vietnamita che ha vissuto 9 anni in carcere durante il duro regime comunista».



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