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Nicola, la donazione del midollo osseo, la gravidanza della moglie, la mano della Madonna

Quell’amore incondizionato del dono

La storia che vi raccontiamo oggi è una storia di donazione, di amore gratuito e di ritorno d’amore. Una storia dove l’amore per la vita si mescola con il miracolo che si materializza in una data cara ai gelesi: il 2 luglio. Nicola è un giovane. Ma non un giovane come tanti ‘bamboccioni’ di moda. A 25 anni lavorava già, aveva una storia lunga e solida con Serena ed ha deciso di sposarsi e di assumersi le responsabilità di un uomo maturo dando punti a tanti quarantenni ancora indecisi. Fra le sue passioni c’era la donazione. “Ho sempre donato – racconta Nicola Intonato – tutto, il sangue, il plasma, il mio tempo. Quando mi sono abituato a queste donazioni ‘facili’, ho voluto andare oltre. Ho cominciato ad informarmi sulla donazione del midollo osseo. Ho fatto ricerche sui centri specializzati del territorio e mi hanno indirizzato al dott. Stefano Muriana del registro dei donatori di Ragusa. Avevo già deciso di donare la vita.
Con un figlio e con il midollo osseo e ho cercato i centro Admo più vicini a me. Mi hanno indicato quello di Gela prossimo alla mia città che è Caltagirone. È stato in quel momento che ho incontrato il responsabile Giacomo Giurato ed è iniziata un’avventura insperata. Mi sono iscritto all’associazione per la donazione del midollo di Gela ed ho iniziato le fasi di tipizzazione del midollo per la eventuale compatibilità con chi ne avesse esigenza.  Il figlio non arrivava ancora ma è arrivata la possibilità di donare ad una madre di 45 anni che aveva una grave forma di leucemia. Non ho esitato un attimo. Ne ho parlato con Giacomo che mi ha incoraggiato: ‘compi un gesto di amore gratuito non indifferente.
L’amore incondizionato ha un ritorno, non sappiamo quando’. Mi sono sottoposto ad una serie di controlli per la compatibilità ed esattamente un anno fa sono stato chiamato dal servizio sanitario di Catania per la donazione. Il 2 luglio sono stato ricoverato per l’intervento di aminaferesi, ovvero la donazione del midollo osseo e proprio quel giorno, mia moglie mi ha annunciato che era in gravidanza. Doppia gioia. In un solo giorno avevo donato due vite. L’intervento è durato oltre quattro ore. Tutto è andato secondo il protocollo sanitario. La paziente a cui è andato il midollo oggi sta bene e mio figlio ha tre mesi. Cosa si può chiedere di più dalla vita?” Nicola è un commerciante in pezzi di ricambio per automobili. È un giovane realizzato, ha una vita talmente piena che ne regala a piene mani. “Penso che queste storie si debbano raccontare per sensibilizzare la gente che non pensa a quanto sia edificante donare la vita, quando si può. Ho fatto tanti esami, ho impiegato tanto tempo, ma quando qualche mese fa ho avuto notizia della donna a cui era andato il mio midollo la mia gioia è stata incommensurabile. Come il bene che voglio al mio bambino e a mia moglie che mi ha supportato in queste avvenute fuori dal comune”. 
Un’altra mano della Madonna delle Grazie che agisce anche a distanza. Il due luglio Nicola e Serena verranno a Gela per presentare il loro bambino alla Madonna delle Grazie.



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