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“IL PRIMO ANNUNCIO ALLA FAMIGLIA PER GENERARE NELLA FEDE CON LA COMUNITÀ”. Cefalù 22- 24 febbraio

Convegno Catechistico Regionale 2019

Il primo annuncio alla famiglia per generare nella fede con la comunità” è il titolo del Convegno catechistico regionale organizzato dall’Ufficio regionale per la Dottrina della fede e la Catechesi in collaborazione con l’Ufficio regionale per la Famiglia. Si svolgerà dal 22 al 24 febbraio 2019, presso l’Hotel Santa Lucia Le Sabbie d’oro, a Cefalù.


Sono due le relazioni previste nel corso dei lavori del Convegno catechistico regionale. La prima, sul tema “Il primo annuncio alla famiglia: trasmettere e generare alla fede oggi”, la terrà don Matteo Del Santo, della Diocesi di Milano; la seconda, che sarà di don Vito Mignozzi, direttore dell’Istituto teologico pugliese di Molfetta, avrà come tema “Le relazioni per una comunità che genera alla fede”. Entrambe si inseriscono pienamente nel tema scelto per la tre giorni di riflessione: “Il primo annuncio alla famiglia per generare nella fede con la comunità”.
Alle relazioni iniziali seguirà l’intervento di Maria Teresa Camporese, della Diocesi di Padova, che traccerà “Possibili percorsi di primo e secondo annuncio per le famiglie”: aprirà la strada ai lavori di gruppo ai quali sarà dedicato un intero pomeriggio. L’intenzione espressa dall’Ufficio è di “aiutare le comunità diocesane ad ideare possibili percorsi di primo e secondo annuncio per le famiglie nell’attuale contesto culturale ed ecclesiale”.
Quest’anno, in un felice percorso di pastorale integrata, si riprende la collaborazione con l’Ufficio per la Famiglia” dice don Carmelo Sciuto, direttore dell’Ufficio per la Catechesi. E’ lui a spiegare che “il convegno s’inserisce nel cammino di riflessione intrapreso dall’Ufficio catechistico regionale in questi anni, con l’intento di accompagnare il processo di rinnovamento missionario della pastorale catechistica nelle nostre diocesi, che trova nell’ispirazione catecumenale un opportuno volano”.
Il convegno è stato, infatti, preceduto da altre occasioni di riflessione, di confronto e di programmazione. Già nel 2015, si era posta l’attenzione sulla prima infanzia, sottolineando la responsabilità della famiglia nella trasmissione della fede ai bambini tra 0 e 6 anni; poi, con l’Ufficio regionale per la Famiglia, ci si era confrontati sulla relazione tra famiglia e comunità nell’iniziazione cristiana dei ragazzi oltre 6 anni; infine, insieme all’Ufficio per i Giovani, l’Ufficio per la Catechesi aveva raccolto la sfida della mistagogia come attenzione alla preadolescenza.“Partiamo da un presupposto fondamentale: dal momento che la famiglia è responsabile del primo annuncio prima ancora che i ragazzi inizino la catechesi – spiega il direttore dell’Ufficio della Cesi – e dal momento che è necessario che i catechisti e, quindi, la comunità collaborino in questo ambito, allora diventa propedeutico che i genitori siano pronti e preparati”.
Così i primi destinatari dell’annuncio della fede sono gli adulti, i quali, per trasmettere questa stessa fede ai figli, prima devono riceverla. “Si volge l’attenzione sul primo annuncio della fede fatto ai genitori – continua don Sciuto – per favorire il primo annuncio che la stessa famiglia  farà ai figli. E quale può essere il posto più adatto a questo se non la comunità cristiana? La definiamo, infatti, ‘grembo che genera la fede’”.
I destinatari del convegno sono direttori ed equipe diocesane degli Uffici per la Catechesi e per la Famiglia, catechisti, responsabili e coordinatori della catechesi di parrocchie, zone pastorali e vicariati, operatori di catechesi familiare ed animatori di gruppi famiglie, coppie impegnate nella catechesi ed esperti di settore. Chiunque voglia iscriversi, può compilare l’apposita scheda o seguire le indicazioni contenute nella brochure dell’appuntamento.



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