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L'ordinazione è occasione per ripensare al percorso compiuto negli anni di formazione

Don Luigi, ripercorre il suo cammino

Il prossimo 10 novembre, sabato alle ore 18 nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Gela, il vescovo ordinerà presbitero il diacono don Luigi Bocchieri della medesima comunità parrocchiale. Don Luigi, era stato ordinato diacono lo scorso 7 aprile nella cattedrale di Piazza. Alla vigilia dell’ordinazione, don Luigi “si racconta ai nostri lettori”

In questi giorni che precedono la mia ordinazione presbiterale, non posso che ripensare a tutto il percorso compiuto in questi anni. Un cammino che non ho vissuto da solo, ma che il Signore ha tracciato con me. La mia storia vocazionale affonda le sue radici nel lontano 2005 quando iniziai a frequentare la rettoria di Sant’Agostino, allora retta dai padri agostiniani. È stato in quegli anni che ho iniziato ad approfondire il mio rapporto con il Signore e ad intraprendere un primissimo percorso di discernimento vocazionale con l’aiuto del mio padre spirituale. Gli anni vissuti a Sant’Agostino sono stati pieni di entusiasmo, segnati dai primi impegni nella comunità ecclesiale. Al termine del percorso di studi superiori, dopo un’attenta riflessione, ho deciso di approfondire ulteriormente la mia vocazione entrando così a far parte della comunità del seminario diocesano nel settembre del 2010. Gli anni del seminario sono stati un tempo intenso, scandito dallo studio e dalla preghiera. Diverse sono state le esperienze che all’interno della comunità mi hanno aiutato a maturare spiritualmente e umanamente. Di grande aiuto è stato l’accompagnamento del padre spirituale, così come l’attento discernimento del rettore. Inoltre tra le varie attività che la comunità del seminario vive, ho trovato particolarmente utile e stimolante le giornate pro seminario, momenti che mi hanno permesso di approfondire il rapporto con i futuri confratelli, nonché di conoscere le diverse comunità parrocchiali fatte di volti concreti con tutta la ricchezza che ciascuna di esse porta con sé. Nel 2016, al termine degli studi compiuti a Palermo presso la Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista”, ho proseguito il mio percorso di studio e formazione a Roma presso la comunità dell’Almo Collegio Capranica e ho conseguito nel giugno del 2018 la licenza in Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana, dove attualmente proseguo gli studi per il conseguimento del dottorato in Sacra Teologia. In questi anni romani ho vissuto diverse esperienze che hanno contribuito alla mia maturazione. Anzitutto le diverse   proposte offerte dall’Almo Collegio Capranica: le attività presso la biblioteca, gli incontri culturali che scandiscono l’anno Capranicense e il servizio liturgico presso la basilica papale di Santa Maria Maggiore. Molto importante in questi anni è stata l’esperienza presso la parrocchia San Vigilio in Roma, che mi ha permesso di conoscere e vivere la realtà parrocchiale romana. Inoltre quest’anno insieme ad un altro confratello del Capranica, ho iniziato un’esperienza presso la casa circondariale Roma Rebibbia, un luogo dove si fa esperienza della fragilità umana e nello stesso tempo della sete di Dio che ciascuno porta con sé.  Alla fine di questo percorso formativo, sento di aver fatto qualche passo in avanti. Tutte queste esperienze mi hanno aiutato a conoscere le varie sfaccettature della vita, a prendere consapevolezza che dietro ogni volto c’è una storia ben più profonda e complessa, e soprattutto, che nel cuore di ciascuno c’è un desiderio di Dio che ha bisogno di essere tirato fuori e orientato. Ecco perché il sacerdote, oggi, deve essere uomo capace di cogliere le necessità dei fratelli, in grado di lasciar trasparire quella gioia che viene dal vangelo e che 2000 anni fa sedusse il cuore di una moltitudine di fratelli, i quali animati da questa gioia portarono il vangelo in tutto il mondo. Di non poco aiuto in tutto questo percorso è stata la mia comunità parrocchiale Sacro Cuore di Gesù in Gela. Anzitutto nella persona del parroco don Angelo d’Amico, uomo di Dio dedito ai fratelli e alla comunità, dal quale ho appreso moltissimo e grazie al quale ho capito e apprezzato diversi aspetti fondamentali della vita sacerdotale. Insieme al parroco porto nel cuore l’affetto, l’insegnamento e la generosità di alcuni uomini e donne che mi hanno insegnato a maturare nella fede, non solo con le parole, ma con l’esempio, rendendo con la loro vita il vangelo vivo ed efficace. In parrocchia inoltre ho avuto la possibilità di sperimentare la bellezza del ministero diaconale, in particolar modo nello spezzare la parola di Dio e nell’amministrare il sacramento del battesimo a diversi bambini.  Inoltre in questi giorni che ci separano dalla mia ordinazione presbiterale, vivremo presso la nostra parrocchia una settimana ricca di momenti di preghiera, e di riflessioni che ci verranno offerte da diversi confratelli. Questa settima sacerdotale vuole essere anzitutto un momento di grazia e una possibilità per riflettere sul tema della vocazione



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