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Altro che Stonehenge

La Sicilia il più ricco patrimonio archeoastronomico d’Europa

Su un’anonima roccia siciliana detta “U Campanaro” (il campanaro), da qualche parte sul monte Arcivocalotto (nelle campagne di San Giuseppe Jato e San Cipirello, in provincia di Palermo), per circa 5.000 anni, ogni 21 di dicembre, il primo raggio di sole del mattino si è infilato silenzioso e precisissimo in un foro appositamente scavato senza che nessuno, neanche i mafiosi locali (di solito attentissimi a ciò che succede sul “loro” territorio), se ne fosse mai accorto.
Chissà per quanti altri secoli il fenomeno sarebbe stato invisibile se una scoperta del prof. Ferdinando Maurici, uno dei più prolifici archeologi siciliani degli ultimi 50 anni, di Alberto Scuderi, vicepresidente nazionale dei “Gruppi Archeologici d’Italia”, e del prof. Vito Polcaro dell’Istituto Nazionale di AstroFisica, non avesse dimostrato che non si trattava di un semplice foro naturale in una roccia, ma di opera dell’uomo. Un foro appositamente orientato mirando il punto in cui il sole sorge all’orizzonte nel giorno del solstizio d’inverno (21 dicembre)…
Dopo la sensazionale scoperta del primo calendario astronomico in Sicilia, molte rocce forate, presenti nelle campagne siciliane, si sono rivelate per quello che sono: un patrimonio archeoastonomico senza eguali in Europa.
La lista dei siti di assoluto interesse archeoastronomico è parecchio nutrita: Cozzo Perciata, con i resti di un calendario solare oggi crollato e Rocca Busambra, con un masso con foro passante orientato al tramonto del solstizio d’inverno (21 dicembre), la cui datazione resta incerta. E poi Grotta del Lampo, nel piccolo comune di Pietraperzia (En), dove Liborio Centonze ha identificato una roccia con un foro passante tramite cui è possibile osservare sia l’alba del solstizio d’estate e sia il tramonto al solstizio d’inverno (orientamento 60°-240).
E ancora, Cozzo Olivo a Gela (CL) dove è stata identificata nelle vicinanze di un sito dell’Eneolitico-Bronzo Antico un’altra roccia forata con orientamento all’alba del solstizio d’inverno. Santa Maria di Licodia, dove in una tomba è stato probabilmente identificato un orientamento esatto di 120°-300° e cioé verso l’alba nel giorno del solstizio d’inverno e verso il tramonto al solstizio d’estate.
Monte Taja, a Caltabellotta (AG), con il suo complesso archeoastronomico tra i più completi del mondo, e infine a Custonaci (TP), probabilmente la scoperta più sensazionale: non una semplice roccia forata, ma un impressionante monolite a figura zoomorfa (probabilmente un cavallo) tra le cui zampe il sole tramonta nel giorno del solstizio d’inverno (21 dicembre).
Nella scelta dei siti e delle rocce da scavare, i nostri antenati furono capaci di calcolare sia l’azimut delle albe e/o dei tramonti solstiziali, ma anche l’altezza sull’orizzonte geografico. Tenendo in considerazione la combinazione di questi due orientamenti, e tenendo in considerazione il numero di rocce forate rinvenute, la possibilità che si tratti di eventi casuali (o rocce naturali) sono più basse di una vittoria al Superenalotto.
Questi siti costituiscono un patrimonio archeologico spettacolare, unico ed estremamente articolato, che testimonia come nel periodo compreso tra 3500 e il 1600 a.C. i calendari astronomici fossero diffusi a macchia d’olio in tutta la Sicilia. Si tratta di monumenti archeologici invisibili a occhi poco esperti e non stupisce che pur essendo stati per 5000 anni sotto il nostro naso ce ne siamo accorti solo oggi…Proprio perché le nostre conoscenze in questo campo sono solo all’inizio, solo grazie a un rigoroso studio scientifico di queste strutture potremo comprendere meglio la cultura (includendo il mondo simbolico) dei nostri antenati dell’età del bronzo. Mi auguro pertanto che le ricerche scientifiche appena iniziate possano proseguire con il sostegno delle amministrazioni locali. Infine, se vi capitasse di trovarvi in Sicilia nei giorni dei solstizi, sappiate che vedere il sole sorgere o tramontare in una di queste rocce forate è di una bellezza, scusate il gioco di parole, accecante.

Riduzione da huffingtonpost.it

 



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